Genova alza il Tricolore per gli Alpini, via ufficiale alla 97ªAdunata

L’alzabandiera in piazza De Ferrari, l’omaggio ai Caduti in piazza della Vittoria e l’inaugurazione della cittadella ai giardini di Brignole. Silvia Salis e Marco Bucci richiamano il legame nato dopo il crollo del Ponte Morandi

Genova ha aperto ufficialmente la 97ª Adunata nazionale degli Alpini con la cerimonia dell’alzabandiera in piazza De Ferrari, l’omaggio ai Caduti sotto l’Arco della Vittoria e il taglio del nastro della cittadella allestita ai giardini di Brignole. Una mattinata di cerimonie istituzionali, penne nere, fanfare, gonfaloni e memoria, nel primo giorno del grande appuntamento che riporta in città gli Alpini a venticinque anni dall’ultima volta.

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato la sindaca Silvia Salis e il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Presenti anche il viceministro Edoardo Rixi, in vicesindaco Alessandro Terrile, la vicepresidente della Regione Simona Ferro, il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa e la consigliera delegata alla 97ª Adunata Vittoria Canessa Cerchi.
Nel suo saluto alla cittadella degli Alpini, Silvia Salis ha rivolto il benvenuto della città alle penne nere. «Care alpine e alpini, Genova vi dà il benvenuto», ha detto la sindaca. «È un’emozione forte vedere questa distesa di penne nere che, a venticinque anni dall’ultima volta, torna a riempire le nostre piazze e i nostri vicoli».
La sindaca ha richiamato il ruolo degli Alpini non solo come corpo militare, ma anche come presidio di protezione civile e soccorso nelle emergenze. «Vedere le vostre truppe, i vostri mezzi, ci ricorda che gli Alpini sono un pilastro della nostra difesa e del soccorso pubblico», ha sottolineato Salis. «Qui vediamo la mano tesa dello Stato che interviene quando il fango o la neve provano a fermarci. O, come a Genova dopo il crollo del Ponte Morandi, quando tragedie devastano le nostre città e le nostre comunità».
Proprio il legame nato dopo il crollo del Ponte Morandi è uno dei fili conduttori di questa Adunata. Nei giorni dell’emergenza gli Alpini furono chiamati a dare supporto alla città, e quella presenza viene oggi ricordata come uno dei motivi profondi del ritorno della manifestazione a Genova. «Questa cittadella ci aiuta a capire che per servire il Paese, in montagna o nelle città, nell’ordinario o nelle emergenze, il cuore è fondamentale ma da solo non basta: servono competenza, studio e i migliori strumenti che la tecnica ci mette a disposizione», ha aggiunto la Sindaca.
La sindaca ha poi rivolto un pensiero ai ragazzi e alle ragazze che in questi giorni visiteranno la cittadella e gli stand degli Alpini. «Per loro adesso sarà soprattutto un gioco, come camminare sul ponte tibetano, provare ad arrampicarsi su una parete o simulare una sciata», ha detto. «Ma chissà che da quel gioco un giorno non possa nascere uno spirito di servizio». Per Silvia Salis, il messaggio che l’Adunata può trasmettere è anche quello del lavoro collettivo: «Nella vita si vince davvero solo se lo si fa in squadra. Con sudore e impegno. Gli stessi che voi Alpini mettete ogni giorno al servizio del Paese».
Nel finale del suo intervento, la sindaca ha ringraziato le penne nere per essere arrivate a Genova. «Grazie per essere qui, per aver viaggiato ore, con il sorriso, per venire a godervi lo splendore della nostra città. Genova vi dà il benvenuto e vi accoglie con orgoglio e rispetto. E, allora, buona 97ª Adunata. Che questo fine settimana sia una festa davvero per tutte e tutti».
Anche Marco Bucci ha insistito sul valore identitario e popolare dell’evento. «L’Adunata nazionale degli Alpini non è solo un grande evento, è un momento di orgoglio, memoria e unità per tutta Genova e per la Liguria», ha detto il presidente della Regione. Bucci ha ricordato di avere vissuto le precedenti Adunate genovesi, quella del 1980 e quella del 2001, fino all’edizione di oggi: «Ogni volta ho visto la stessa cosa: il grande affetto della gente verso gli Alpini e lo straordinario spirito di solidarietà che li contraddistingue».
Per il presidente della Regione, gli Alpini rappresentano «un esempio concreto di servizio al Paese», non soltanto durante il servizio militare ma anche nella vita civile, attraverso l’impegno nelle emergenze, nell’aiuto alle persone e nel sostegno alla società. Anche il Presidente della Regione ha richiamato il Ponte Morandi come origine del percorso che ha riportato l’Adunata a Genova. «Questa Adunata nasce da un legame profondo con la città, maturato dopo la tragedia del Ponte Morandi. Da allora abbiamo lavorato perché Genova potesse ospitare questo appuntamento e oggi siamo orgogliosi di accogliere migliaia di Alpini in tutta la Liguria».
L’auspicio di Bucci è che il fine settimana resti una festa di popolo, senza essere schiacciato dalle polemiche che hanno accompagnato la vigilia. «Vorrei che fosse una grande festa di popolo, senza polemiche, nel rispetto delle idee di tutti ma anche dei valori che gli Alpini rappresentano», ha detto. «Senso civico, sacrificio, solidarietà e amore per la comunità. Genova e la Liguria vogliono dire grazie agli Alpini per quello che hanno fatto, per quello che fanno oggi e per ciò che continueranno a fare in futuro».
Dopo l’alzabandiera in piazza De Ferrari e l’onore ai Caduti in piazza della Vittoria, l’inaugurazione della cittadella ai giardini di Brignole ha dato avvio al programma pubblico dell’Adunata. Per tre giorni Genova sarà attraversata da cerimonie, incontri, sfilate, fanfare e momenti di memoria, con il culmine atteso domenica per la grande sfilata delle penne nere.
In copertina: foto di Luca
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